LE AZIONI E LE ISTANZE PRODOTTE DAL 2013 DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (CDA) DEL CONSORZIO PER OTTENERE L’ATTUAZIONE DI QUANTO PREVISTO DALL’ART.3 DELLA CONVENZIONE TRA LA S.G.I E IL COMUNE DI ROMA

Nel corso dell’Assemblea dello scorso 13 aprile, un paio di interventi di Consorziati ci hanno convinto della necessità di fornire a tutti, tramite la Gazzetta, una dettagliata conoscenza delle numerose azioni ed istanze prodotte negli ultimi anni dal CdA del Consorzio per richiedere al Comune di Roma l’attuazione di quanto previsto dall’Art. 3 della Convenzione in essere tra le parti dal lontano 1960. Pertanto, ci scusiamo in anticipo per la lunghezza di questo articolo ma è importante che siamo tutti informati sulla situazione.

 

Come si ricorderà, il citato articolo 3 della Convenzione prevede “l’impegno del Comune a trasferire gratuitamente al proprio patrimonio le aree stradali con le relative aiuole e i servizi su di essa esistenti qualora in avvenire decidesse di rendere pubblica la rete stradale prevista dal progetto”.  Poiché riteniamo che la condizione prevista da tale articolo –  di far diventare le strade di pubblico transito – si è di fatto realizzata da lungo tempo, l’impegno di trasferirne gratuitamente la proprietà al patrimonio comunale deve, a nostro avviso, essere rispettato. Questa evidenza è stata del resto ampiamente riconosciuta dal Comune già trent’anni fa per le 22 maggiori strade del comprensorio quando ne decise il passaggio al patrimonio comunale con la delibera 22/1987. Non si vede quindi alcun motivo per non estendere tale passaggio anche alle rimanenti strade consortili se non quello di evitare in ogni modo possibile l’assunzione al bilancio comunale dei relativi costi di manutenzione. Un problema questo di cui non possiamo però farci carico noi Consorziati perché è al Comune che spetta l’onere di gestire al meglio i suoi introiti. Sarebbe però poco saggio a nostro avviso, ignorare completamente questo aspetto in quanto la inadeguata qualità dei servizi che il Comune è in grado di erogare è sotto gli occhi di tutti e possiamo facilmente immaginare cosa accadrebbe al nostro quartiere – e in particolare al nostro patrimonio verde nel caso in cui il Comune ne assumesse la manutenzione. La recente esperienza vissuta con la pulizia delle strade consortili passate alle cure del Comune – con un livello di servizio non accettabile anche sotto il profilo della sicurezza – dimostra infatti che tale passaggio si sostanzierebbe in un pressoché totale abbandono della cura del verde con un degrado generalizzato dell’intero quartiere e la conseguente diminuzione del valore delle case.

 

Premesso quanto sopra, qui di seguito vi forniamo una dettagliata lista in ordine cronologico delle attività che dal 2013 abbiamo prodotto per chiedere al Comune il rispetto dell’impegno assunto con la Convenzione e per darvi notizia dell’ultima istanza presentata all’inizio di questo mese di maggio 2018:

 

  1. In data 31 maggio 2012 il Comitato di Quartiere Palocco aveva intrapreso iniziative formali presso il Prefetto di Roma per ottenere – stante l’inerzia comunale – la costituzione coattiva di un Consorzio Stradale ai sensi dell’art. 14 della legge 12 febbraio 1958 n 126. Nel 2013. il CdA del Consorzio, in mancanza del richiesto seguito da parte del Comune, che il Prefetto aveva coinvolto, si rivolgeva al TAR del Lazio con ricorso Rg 9291/2013. Questi, tuttavia, ritenne la richiesta inammissibile con sentenza n 3524 del 31 maggio 2014, in ragione dell’omessa preventiva richiesta al Comune di costituzione di detto Consorzio stradale.

 

  1. In occasione dell’Assemblea del 17 aprile 2015, i Consorziati tramite una mozione, chiesero al CdA di adottare tutte le opportune iniziative volte a chiarire lo stato dei rapporti tra Consorzio e ROMA CAPITALE. Tale richiesta si poneva sulla scia di quanto già deliberato nella Assemblea del 18 aprile 2013 che aveva dato luogo ad una istanza da parte del CDQ Palocco del 20 novembre 2013 (prot comunale 1222330) e ad iniziativa congiunta del predetto CDQ e del Consorzio del 28 aprile 2015, iniziative tutte restate senza concreto riscontro da parte di ROMA CAPITALE.

 

  1. Il 7 marzo 2016 il CdA presentava istanza a ROMA CAPITALE: affinché – “ – in ottemperanza alla (i) Risoluzioni della Circoscrizione XIII^ n 12 del 16 febbraio 1982, n. 6 del 13 aprile 1984, n. 65 del 6 novembre 1984; (ii) Deliberazione CC n 22 del 27 gennaio 1987; (iii) Risoluzione della Circoscrizione XIII^ n 90 del 23 dicembre 1999; (iv) Deliberazione GC n 388 del 14 aprile 2000 ; (v) all’art 3 del Convenzione del 2 novembre 1960”  – provveda alla piena attuazione della Convenzione stipulata in data 2 novembre 1960 ed, in particolare, all’art 3 della citata Convenzione e, per l’effetto, disponga l’acquisizione gratuita al patrimonio di ROMA CAPITALE delle aree stradali e di ogni altra infrastruttura e pertinenze facente parte del comprensorio di Casalpalocco ivi compresa la rete fognatizia, la illuminazione pubblica, la pulizia delle strade e l’impianto di depurazione e la sua conduzione, conseguentemente assumendo a proprio carico tutti i relativi oneri di manutenzione e conduzione…”. Tale ultima iniziativa aveva esito parzialmente positivo, atteso che alla stessa seguivano la nota dell’Avvocatura Comunale (prot AF/26387 del 25 marzo 2016) con la quale si chiedeva al Dipartimento Patrimonio, al Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica, al Dipartimento SIMU, al Dipartimento Mobilità e Trasporti ed al Municipio X di essere informata dei provvedimenti che sarebbero stati adottati in conseguenza delle richieste del Consorzio. La richiesta dell’Avvocatura Comunale era riscontrata dal solo DIPARTIMENTO PATRIMONIO SVILUPPO E VALORIZZAZIONE – DIREZIONE ACQUISIZIONI E CONSEGNE con nota del 6 aprile 2016 prot. 8761 che, per un verso, chiedeva ai numerosi Dipartimenti in indirizzo “a voler fornire notizie circa quanto richiesto …” e, per altro verso, confermava “… la disponibilità di questo Dipartimento ad effettuare le operazioni di immissioni in possesso e relativa consegna successivamente alla attività di competenza del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica”. A fronte di tale timida reazione, il Consorzio, con nota dell’8 aprile 2016 precisava che ROMA CAPITALE, avrebbe dovuto farsi carico: i. della manutenzione ordinaria e straordinaria incluse tutte le spese ed oneri, della vigilanza, della responsabilità civile verso terzi, della gestione e della conduzione relativamente all’intera rete stradale (comprese le strade già trasferite al Comune con deliberazione consiliare n. 22 del 27/28 gennaio 1987) e fognaria nonché alle infrastrutture e pertinenze con inclusione della illuminazione pubblica; ii. della pulizia delle strade a mezzo di AMA; iii. della manutenzione ordinaria e straordinaria incluse tutte le spese ed oneri, della vigilanza, della responsabilità civile verso terzi, della gestione e della conduzione relativamente alla rete fognaria ed alla conduzione del depuratore all’uopo realizzato; iv. degli oneri di trasporto e smaltimento della frazione verde proveniente dalla rete stradale di competenza comunale con esclusione della sola manutenzione del verde inteso come irrigazione, sfalcio e potatura del quale il Consorzio di Casalpalocco sin d’ora si dichiara disposto di farsi carico previo contributo di ROMA CAPITALE nella misura non inferiore al 50% delle spese”. In conclusione, il Consorzio era ad auspicare che l’art 3 della convenzione trovasse attuazione lasciando in capo al Consorzio di Casalpalocco solo ed esclusivamente i compiti di conservazione del verde del quartiere, bene ritenuto sommamente da tutelare, mediante: a) irrigazione; b) sfalcio; c) potatura, con esclusione espressa degli oneri di trasporto e smaltimento della frazione verde proveniente dalle suddette attività di manutenzione del verde e fermo restando un contributo di ROMA CAPITALE per le attività di cui alle lettere (a), (b) e (c) nella misura non inferiore al 50% delle spese. La sopra indicata iniziativa induceva in effetti ROMA CAPITALE ad adottare qualche iniziativa tanto che nel nuovo contratto di servizio stipulato tra ROMA CAPITALE ed AMA le strade consortili venivano indicate fra quelle oggetto di erogazione del servizio pubblico, circostanza che veniva comunicata al Consorzio con nota AMA del 13 dicembre 2016, con la quale si dava atto che, a far data dal 29 novembre 2016, il servizio di spazzamento sarebbe stato esteso alle 22 strade già acquisite al patrimonio comunale nel 1987. Con ulteriore comunicazione del gennaio 2017, a seguito di ulteriore richiesta del CdA, l’AMA estendeva tale presa in carico a tutte  le strade del nostro comprensorio;

 

  1. Va ancora ricordato che tra l’aprile 2016 e il febbraio 2018, grazie al supporto di un Consorziato divenuto Assessore comunale, il CdA ha potuto “percorrere anche la via politica” riuscendo ad ottenere dal Comune la composizione di un tavolo tecnico composto da un funzionario del Patrimonio e uno dell’Urbanistica allo scopo di chiarire la complessa storia del Consorzio e definire la più adeguata documentazione da produrre per la preparazione di una proposta di Delibera di Roma Capitale. Purtroppo, a causa delle note vicissitudini del Comune, gli incontri operativi presso l’assessorato al Patrimonio si sono interrotti senza poter concludere “l’iter politico” iniziato e senza risposte concrete;

 

  1. In sintesi, dunque, nonostante 1) le numerose istanze presentate, 2) l’impegno profuso dal CdA del Consorzio, 3) il lunghissimo tempo trascorso e 4) la pazienza dimostrata dai consorziati tutti, ROMA CAPITALE non ha inteso sino ad ora dar seguito all’adempimento di quanto richiesto dal Consorzio e non ha adottato alcun provvedimento risolutivo. Di conseguenza, il CdA, con nota del 13 marzo 2018, continuando a dare seguito agli indirizzi ricevuti dall’Assemblea, reiterava la richiesta già inoltrata il 7 marzo 2016 e assegnava a ROMA CAPITALE un ulteriore termine di 30 giorni per adottare il provvedimento espresso, pena il definitivo costituirsi del silenzio inadempimento. ROMA CAPITALE non ha dato riscontro. V’è peraltro da segnalare che anche il signor Sesto Corvini, la di lui moglie e la Casaduna S.r.l., stante l’inerzia comunale, già con diffida del 21 giugno 2013, avevano intimato ROMA CAPITALE ad acquisire al patrimonio comunale tutta la rete stradale, relative pertinenze ed aree connesse nonché ad assumere a suo carico tutti i relativi oneri.

 

  1. Sulla base di tali avvenimenti e allo scopo di proseguire il mandato assembleare, in data 21 aprile 2018 il CdA ha predisposto e deliberato lo schema di una ennesima istanza a ROMA CAPITALE il cui testo integrale, allegato al verbale della riunione del CdA, sarà pubblicato nell’area riservata del sito consortile. Appare utile evidenziare che trattasi di istanza formulata ai sensi dell’art 11 della Legge n 241/1990 finalizzata ad ottenere un “Accordo integrativo o sostitutivo del provvedimento” (nella specie art. 3 Convenzione del 2 novembre 1960) mediante il quale ROMA CAPITALE, integrando la originaria Convenzione:

 

  1. in via principale, – se del caso previa presa in carico ed acquisizione al proprio patrimonio delle aree e le opere di urbanizzazione, dell’intera rete stradale e fognaria compreso il depuratore esistente con le relative aiuole e con i servizi effettivi su di esse esistenti, delle infrastrutture e pertinenze, dell’impianto di illuminazione pubblica realizzati nell’ambito della lottizzazione del “Comprensorio di Casalpalocco” come previsto nella Convenzione del 2 novembre 1960  – si assuma i compiti che seguono:
  2. manutenzione ordinaria e straordinaria incluse tutte le spese ed oneri, della vigilanza, della responsabilità civile verso terzi, della gestione e della conduzione relativamente all’intera rete stradale (comprese le strade già trasferite al Comune con deliberazione consiliare n. 22 del 27/28 gennaio 1987) nonché alle infrastrutture e pertinenze con inclusione della illuminazione pubblica;
  3. manutenzione ordinaria e straordinaria incluse tutte le spese ed oneri, della vigilanza, della responsabilità civile verso terzi, della gestione e della conduzione relativamente alla rete fognaria ed alla conduzione del depuratore all’uopo realizzato;
  4. soli oneri di trasporto e smaltimento della frazione verde proveniente dalla manutenzione del verde della rete stradale di competenza comunale;

lasciando in capo al Consorzio di Casalpalocco solo la manutenzione del verde inteso come:

  • irrigazione;
  • sfalcio;
  • potatura

con esclusione espressa degli oneri di trasporto e smaltimento della frazione verde proveniente dalle suddette attività di manutenzione del verde e fermo restando un contributo di ROMA CAPITALE per le sopra elencate attività nella misura del 50% delle spese o quella diversa che sarà definita.

 

  1. in via subordinata, previo accertamento mediante adozione di un atto ricognitivo espresso, riconoscere al Consorzio di Casalpalocco la natura giuridica ab origine di “Consorzio Stradale obbligatorio” ai sensi dell’art 14 della legge 12 febbraio 1958, n. 126 e del d.l.lgt. 1446/1918.

 

Nel caso in cui ROMA CAPITALE continuasse nella sua inammissibile inerzia, ciò consentirebbe al CdA di adottare le iniziative indicate nello schema di istanza presso il competente Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) volte a far accertare al Giudice se ROMA CAPITALE sia inadempiente agli obblighi di convenzione con ogni conseguente pronuncia giudiziaria.

 

                                                                                                                      Il Consiglio di Amministrazione