Messa in sicurezza del patrimonio arboreo

Riprende con il nuovo anno, l’attività di monitoraggio dello stato di salute del nostro patrimonio arboreo con particolare riguardo agli alberi di alto fusto. A seguito difatti delle recente epidemia di Blastofago del pino si è ritenuto opportuno, lo scorso dicembre, di conferire all’Agronomo-Forestale del Consorzio l’incarico di effettuare un aggiornamento della nostra anagrafica con l’obiettivo di verificare lo stato vegetativo di tutti gli alberi fornendoci poi una relazione con le raccomandazioni per la loro messa in sicurezza e – ove possibile – per il miglioramento delle loro condizioni vegetative Vi anticipiamo che in base alle prime raccomandazioni ricevute dovremo procedere nei prossimi giorni, all’abbattimento di 37 pini. Allo scopo di mantenere inalterato il patrimonio verde, questi pini verranno sostituiti in altre zone con un’altra essenza – nello specifico l’albero di Giuda – che oltre a dare più colore al nostro comprensorio offre una maggiore resistenza, necessita di minori cure e non compromette il vicino manto stradale con le sue radici.
Per maggiori dettagli sull’intera attività abbiamo richiesto all’Agronomo/Forestale un articolo esplicativo di cui, per motivi di spazio, trovate qui di seguito nella sua versione integrale e con le foto che per motivi di spazio, non è stato possibile pubblicare sulla Gazzetta di gennaio.

Cogliamo l’occasione per formulare a tutti i Consorziati i nostri migliori auguri per un sereno Nuovo Anno 2018.

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Messa in sicurezza delle alberature di Casal Palocco
Nelle scorse settimane, in occasione di giornate con venti particolarmente violenti, si sono verificati in tutto il litorale numerose cadute di alberi. A Casal Palocco una grande Mimosa è caduta di fronte alla scuola elementare di Via Pirgotele, un Pino domestico è caduto al Pratone stroncando nella sua caduta anche una piccola Quercia.
Precedentemente erano caduti altri due Pini, uno al Pratone ed un altro in Viale Gorgia da Leontini. Le cause di questi schianti improvvisi sono molteplici e spesso concomitanti:
– età delle piante: la longevità degli alberi dipende dalle condizioni ecologiche in cui vegetano; molte alberature, collocate a dimora più di 60 anni fa, devono essere considerate alla fine del loro ciclo vitale;
– utilizzo di specie poco adatte: in molti casi gli alberi sono stati piantati senza tenere conto delle condizioni edafiche del sito;
– densità e competizione: in diversi casi la densità del popolamento arboreo è inadeguata allo spazio ed alle risorse vitali disponibili; questo vale soprattutto per alcuni grandi raggruppamenti di Pini, come in Via dei Diadochi, in Via Demostene o in alcuni tratti di Viale Gorgia da Leontini e Viale Alessandro Magno;
– cambiamenti climatici: un aumento della temperatura significa un aumento dell'energia presente nell'atmosfera e quindi eventi meteorologici estremi (quali cicloni, alluvioni,
siccità, ondate di caldo e di gelo ecc.) di maggior numero con una maggior violenza: le piante subiscono un grave stress, dovuto principalmente alle alterazioni del ciclo dell’acqua con estati siccitose e penetrazione del cuneo salino nella falda acquifera; inoltre tempeste di pioggia e vento sempre più violente sottopongono a dura prova lastaticità degli alberi con sollecitazioni oltre i carichi di rottura;
– malattie: le piante indebolite sono più facilmente attaccate da insetti e funghi patogeni; tra questi i più pericolosi sono gli agenti di marciume radicale (basidiomiceti dei generi
Heterobasidion, Phaeolus ed Armillaria), che minando l’efficienza degli apparati radicali, compromettono la stabilità delle piante.
Questi funghi producono un inoculo sotto forma di rizomorfe, cordoni miceliali e propaguli attorno alla radice da infettare e penetrano in modo diretto o attraverso ferite. La marcescenza è caratterizzata dalla necrosi di tutti i tessuti, accompagnata dallo sviluppo di micelio all'interno o sulla superficie degli organi compromessi, che subiranno successivamente un decadimento soffice e acquoso. Heterobasidion annosum è un parassita molto diffuso nelle regioni temperate dell'emisfero settentrionale, dove causa danni notevoli, in particolar modo nei popolamenti coetanei e monospecifici di conifere.
Determina un marciume radicale il cui esito può essere la morte della pianta colpita o la carie del duramen del fusto (la zona midollare), con la perdita di quantità più o meno elevate di massa legnosa. Quando l'infezione raggiunge il colletto l'individuo muore, mentre il parassita continua a diffondersi attraverso il suo sistema radicale estendendosi alle piante contigue. Poiché si sta parlando di verde urbano, ogni albero che cade può causare seri danni alle cose circostanti e costituire un serio pericolo per le persone. Per migliorare le condizioni di sicurezza e per evitare possibili gravi incidenti, il Consorzio prosegue con continuità il programma di monitoraggio delle alberature, con indagini fitosanitarie e fitostatiche delle piante arboree, allo scopo di intervenire tempestivamente in ogni situazione di pericolo. Ogni albero a rischio andrà prontamente sostituito. E’ della massima importanza anche l’intervento di potatura delle piante rimanenti, allo scopo di
ottenere chiome più leggere, sane ed equilibrate ed evitare stroncature e caduta di rami di grandi dimensioni. Nella presente stagione di riposo vegetativo autunno-invernale, è prevista la messa a dimora in aree disponibili di altri alberi appartenenti a specie considerate più idonee, in sostituzione delle piante di cui si renderà necessario l’abbattimento.

Vittorio De Cristofaro Dottore Forestale