SENTENZA NO. 4216/2017 DEL 22 GIUGNO 2017 RELATIVA ALLA CAUSA CHIAMATA “QUANT’ALTRO”

Qualche giorno fa, è pervenuta al Consorzio dallo studio dell’Avv. Cardilli e Basili, entrambi in delega per la difesa nel procedimento, l’informazione relativa alla sentenza emessa dalla Corte d’Appello (all’esito di giudizio seguente al pronunciamento della Corte di Cassazione che aveva cassato la sentenza della Corte di Appello precedentemente emessa) nell’udienza del 22 giugno scorso per il procedimento della causa civile denominato per brevità “Causa sul Quant’altro.”.

Nei prossimi giorni riceveremo dall’Avvocato difensore una dettagliata relazione in ordine all’esistenza di eventuali fondate ragioni di ricorso in Cassazione. Gli esiti di tale relazione saranno esaminati dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio nella prossima riunione mensile di luglio che provvederà anche a recepire ulteriori pareri incluso quello della Commissione Consultiva.

 

Poiché in questo spazio non ci è possibile pubblicare l’intero provvedimento della Corte, per una dettagliata informazione sullo svolgimento dei quattro gradi di giudizio di questa causa e delle motivazioni della sentenza rinviamo alla sua lettura sul sito del Consorzio dove la stessa è stata pubblicata integralmente.

Ricordiamo tuttavia in sintesi –  qui di seguito – che questo procedimento giudiziario é stato promosso dal Consorzio oltre venti anni fa all’indomani del primo atto di acquisto del Signor Corvini del 26 gennaio 1994 a seguito dell’aggiudicazione dell’asta promossa dal liquidatore della Società Generale Immobiliare di una gran quantità di beni  alcuni dei quali ben  identificati mentre altri erano indicati con la contestata descrizione di “quant’altro” non fosse già stato oggetto di vendita  da parte della S.G.I. Obiettivo del procedimento era la richiesta  dell’annullamento dell’atto di acquisto.

L’annullamento, sebbene parziale,  venne concesso con sentenza  no. 1427 del 2002. Contro il provvedimento si appellava il Signor Corvini che però vedeva respinta la sua istanza sia in primo che in secondo grado e iniziava così un ulteriore ricorso in Cassazione la quale rinviava alla Corte di Appello per alcune definizioni e che ha ora concluso il procedimento con la sentenza in oggetto. Va evidenziato che in questa sentenza la Corte, tra le numerose altre precisazioni,  ha definito la prima sentenza di nullità parziale non più rilevante dopo che l’atto di acquisto era stato reiterato il 5.5.2003 (questa volta con una identificazione certa catastale dei beni oggetto dell’atto). Sulla base di tutte le precisazioni esposte nel provvedimento, la Corte ha quindi rigettato l’istanza di annullamento del Consorzio con la condanna alle esose spese dettagliate nel testo della sentenza per i quattro gradi di giudizio per un totale di cinquantamila euro.

Provvederemo quanto prima a fornirvi un aggiornamento sulla decisione presa in merito all’impugnazione della sentenza tenendo conto anche dei tempi concessi dalla Legge per una eventuale impugnazione.

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 

 

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